Finanziamenti a fondo perduto per corsi su e-commerce, innovazione digitale e internazionalizzazione

Fondimpresa ha stanziato 15.000 euro a integrazione delle risorse economiche messe da parte dalle aziende per finanziare corsi di formazione che riguardino:
- e-commerce
- innovazione digitale
- internazionalizzazione

È stato reso noto attraverso gli avvisi 5/2012 e 2/2013, rivolti alle imprese aderenti a Fondimpresa.

Le domande per accedere ai finanziamenti vanno presentate entro e non oltre il 30 maggio 2013 fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Fondimpresa non è l’unico fondo disponibile per il finanziamento della formazione aziendale. Periodicamente vengono pubblicati i bandi di varie tipologie di agevolazioni e di corsi finanziati per aziende.

Investimenti aziendali: come sarà il 2013?

Da alcune previsioni in materia di investimenti da parte di aziende che operano nel B2B, sembra che durante il 2013, il 48,7% incrementerà gli investimenti per la crescita, rispetto al 40,1% che li ha aumentati nel 2012. Gli investimenti andranno principalmente al digitale, ai social media e agli eventi.
La ricerca è stata condotta dall’americana B2B Magazine e ha riguardato circa 400 aziende di varie dimensioni.

Sembra comunque che per le aziende la priorità non siano i social media ma lo sviluppo del proprio sito web: su questo settore investirà di più il 70% degli intervistati. Seguirà l’email marketing, con il 62%, le piattaforme social con il 56%, e infine search advertising e mobile.

Un altro dato rilevante sarà che le aziende spenderanno più risorse sul content marketing, cioè sulla diffusione di contenuti rilevanti ai fini dell’acquisizione dei clienti.

Per questo motivo aumenteranno anche nella formazione del personale aziendale agli aspetti del web marketing e della promozione e gestione della propria visibilità su internet con dei corsi dedicati nello specifico ad aziende e professionisti.

Digiba: mobile-learning per essere digitali

Nasce Digiba, piattaforma di e-learning e mobile-learning per imparare a usare tutti i dispositivi digitali. Un ottimo esempio di come sfruttare la tecnologia e l’innovazione a vantaggio dello stesso processo di digitalizzazione.

Lo sviluppo della mobile tecnology consente di sfruttare nuovi metodi di apprendimento. Il progetto Digiba è dedicato a professionisti e imprenditori. Ciascun corso dura circa dieci ore ed è composto da un modulo base, per imparare a usare le funzioni base dei dispositivi di nuova generazione, e da un modulo avanzato, per imparare a sfruttare questi ultimi per scopi professionali.

L’iniziativa in futuro di arricchirà anche di un “network di affiliazione” per chi ha un negozio o sito internet e vuole guadagnare proponendo i corsi Digiba, che riconoscerà all’affiliato fino al 30% sulle vendite.

Emblematico il pay-off: “Il tuo smrtphone NON è un telefonino”.

Come sta la formazione aziendale con la crisi. Indagine Expo Training

Secondo l’Indagine Expo Training la formazione aziendale in Italia non gode di ottima salute e la crisi non ha fatto altro che accentuare questa tendenza, diminuendo la propensione all’investimento da parte soprattutto delle piccole e medie imprese.

Nel 2011, per esempio, solo il 10 % delle piccole e medie aziende ha dichiarato di aver fatto formazione professionale, mentre la percentuale per quanto riguarda le imprese più grandi è stata del 15% per il 2011, percentuale che scende fino al 5% se si parla di investimenti per gli anni successivi.

Questi sono solo alcuni dei dati della ricerca di Expo Training, Fiera della Formazione Professionale che si è tenuta a Milano il 25 e il 26 ottobre 2012.

L’indagine è stata realizzata da UnionFormazione (associazione nazionale degli enti di formazione) nei primi mesi del 2011 usando un campione di 2000 aziende italiane, per un totale di circa un milione di lavoratori.

Gli investimenti in formazione aumentano proporzionalmente alla grandezza dell’azienda, per esempio il 35% delle aziende che occupa da 500 a mille dipendenti ha puntato al training e quelle sopra i 1000 dipendenti sono state il 50%.

Uno dei problemi principali a quanto pare sono i finanziamenti, dai quali dipendono quasi totalmente le aziende fino a 100 addetti (per il 95 %). Per le aziende tra 100 e 300 dipendenti la quota è del 15% e del 25% delle aziende fra i 300 e i 500 addetti.

L’eccezione è costituita dalla grande impresa con il 32% (500-1000 dipendenti) e il 50% (gruppi oltre mille addetti) che destinano risorse proprie alle attività di formazione.

Per quanto riguarda la tipologia di corsi preferiti dalle aziende, si privilegiano quelli che puntano alle competenze di base e non a quelle strategiche per il business o manageriali. I corsi riguardano soprattutto l’inglese, l’informatica e la sicurezza sul lavoro, nettamente meno il marketing, la comunicazione, il management, le vendite o l’innovazione di prodotto o dei processi.

GiovaniSi: tirocini digitali in Toscana

Si tratta di un progetto che deriva da un accordo di collaborazione tra la Regione Toscana, Google, CNA Toscana e Fondazione Sistema Toscana. L’iniziativa, finalizzata a supportare e incoraggiare le piccole imprese a sfruttare gli strumenti del web, consiste in una serie di tirocini “digitali” destinati ai giovani.

Il progetto GiovaniSì si colloca anche nella direzione, intrapresa dalla Regione Toscana, volta a scoraggiare l’abuso dei tirocini e dello sfruttamento, imponendo un importo forfettario a titolo di rimborso spese.

Come si articola? Tutte le piccole imprese che non dispongono di risorse per crearsi un sito web o per avviare delle iniziative di web marketing, possono affidarsi proprio ai giovani tirocinanti, adeguatamente formati in tal senso.

Vogliamo essere promotori di innovazione e introdurre la digitalizzazione quale elemento di competitività per le nostre imprese e contribuire a creare nuove opportunità di lavoro per i giovani grazie ad importanti occasioni di scambio tra mondo della formazione e impresa”, ha dichiarato Giuseppe Santillo, presidente dei giovani imprenditori di Cna Toscana.

L’impegno di Google è quello di mettere a disposizione dei tirocinanti gli strumenti tecnici e formativi per avviare la digitalizzazione delle piccole imprese e per la formazione degli stagisti. L’apporto di Fondazione Sistema Toscana è quello di fornire formazione nell’ambito della comunicazione digitale e del social media marketing, tramite l’attivazione di uno speciale help desk.

Per ulteriori informazioni basta scrivere a: info@giovanisi.it e digitalizziamoci@cnatoscana.it.

MUSTer in Management Dinamico: iniziativa formativa Low Cost

Venerdì 23 Novembre ad Angeli di Rosora (AN) dalle 9,30 si terrà la prima tappa del “MUSTer in Management Dinamico” di Fior di Risorse. Si tratta di un percorso di alta formazione low cost per le aziende più innovative.

MUSTer in Management DinamicoParteciperanno al percorso formativo grandi aziende come: Davines, Marchesini Group, Micron, Var Group (IBM), Accademia Barilla, Bassilichi, Lombardini Motori, Tetrapak e Warrant Group.
Alla fine del master verranno assegnate due borse di studio per la partecipazione al Tour 2013 di Italiani di Frontiera, percorso all’interno delle aziende della Silicon Valley.

Vogliamo condividere un approccio concreto e moderno al fare impresa, per questo abbiamo messo a punto insieme alle aziende un programma di alta formazione itinerante specializzato in Management Dinamico. L’obiettivo fondamentale di questo progetto è dare reali opportunità ai partecipanti di arricchire le proprie competenze sperimentandole dall’interno del contesto aziendale, senza coinvolgerli in costosi master proposti come facile soluzione alla crisi e al ricollocamento professionale. - ha commentato Osvaldo Danzi, coordinatore di Fior di Risorse - I contenuti e la struttura che abbiamo scelto sono frutto delle proposte e del confronto diretto con i manager e i professionisti che fanno parte del nostro network. L’obiettivo comune è stata la voglia di offrire, per la prima volta, un programma aperto a un nuovo modo di pensare il management, in grado di trasmettere non solo informazioni e nozioni tecniche, ma anche una visione del lavoro manageriale orientata al futuro in grado di rompere gli schemi e le abitudini di pensiero, a dispetto di tante proposte formative in circolazione i cui docenti spesso non hanno esperienza diretta in azienda e sono ancora concentrati sul passato“.

Per partecipare alla prima tappa del percorso basta registrarsi su http://musterfdr1-eac2.eventbrite.com.

Formazione aziendale: i settori più attivi in ambito web marketing

Quali sono i settori e le attività che hanno accolto di buon grado la conversione del marketing tradizionale in strategie di web marketing? Se dovessimo stilare una classifica dei più attivi dal punto di vista dell’adattamento ai nuovi strumenti di promozione on line e nella rilettura del proprio piano promozionale, in pole position ci sarebbero le strutture ricettive: hotel, ristoranti, b&b, pizzerie hanno accolto positivamente il cambiamento rileggendo la promozione alla luce delle variazioni imposte da un nuovo tipo di potenziale cliente, sicuramente più attivo, smaliziato ed esigente. Ci riferiamo all’utente dei social network, al lettore (critico!) di blog, al “navigatore”.

Il cliente, infatti, per usare un paragone filosofico, non è una tabula rasa in cui impiantare il famosissimo “ago ipodermico” delle prime teorie di marketing, ma è come una piattaforma di gomma, che rimbalza letteralmente tutti gli stimoli in forma diversa, accentuando lo scambio continuo e il contatto diretto, personale e immediato con un’azienda.

Per questo motivo è necessario che, come hanno fatto le strutture ricettive, tutti gli ambiti del business si adattino a questa nuova realtà e prendano provvedimenti per acquisire strumenti e metodologie efficaci.

Se i corsi di web marketing per gestori e personale di hotel o per ristoranti contano molti iscritti, è necessario far passare la comunicazione che per tutte le categorie di imprese è necessario una formazione specifica in questo senso.

Intanto sono disponibili anche dei corsi di web marketing per aziende che affrontano, senza calarsi troppo nel settore specifico, tutte le problematiche di un’impresa, concentrandosi su come agire sfruttando il web per valorizzare punti di forza, minimizzare punti di debolezza e farsi trovare dai clienti, aumentando la propria visibilità e buona reputazione on line. Attenzione agli strafalcioni: l’utenza internet è spietata.

I personal trainer aziendali: il Couch e il Consulente

Si parla tanto di coaching e consulenza aziendale, ma sappiamo quali sono i compiti di queste figure professionali e come possono essere utili a un’azienda?

In realtà se dovessimo immaginare una metafora, queste figure professionali, esterne o interne all’azienda, ci rimandano allo sport: sono quasi dei personal trainer, dei motivatori aziendali che agiscono per valorizzare i punti di forza e minimizzare quelli di debolezza, attraverso il supporto alla squadra aziendale.
Detto così sa tanto di metafisico e trascendentale, ma si tratta di un’attività più pratica e concreta di quanto si pensi. Chiaramente diventare coach aziendale richiede, oltre che una specifica formazione professionale (a tal proposito vi rimandiamo al portale per i Corsi di Coaching), anche di una certa sensibilità e capacità di interpretare le esigenze dell’azienda e dei suoi dipendenti.

La differenza tra Coach e Consulente? Il primo è un professionista, esperto di processi evolutivi, che aiuta l’azienda a migliorare il loro rendimento e contribuisce al miglioramento personale e professionale di chi fa parte della squadra. Non dà soluzioni ma fornisce gli strumenti per trovarle in base alla singola situazione.

Diverso il ruolo del Consulente, che si occupa più che altro degli aspetti tecnici e meramente strategici di alcune parti dell’attività aziendale.
Oggi quasi tutte le aziende si affidano a dei consulenti esperti per potenziare alcuni aspetti dell’attività, mentre la figura del Coach si sta iniziando a intravedere da poco, anche se i segnali sulla percezione di questa figura professionale a supporto dell’azienda cominciano ad essere molto evidenti. Una nuova opportunità di lavoro?

Creare impresa: a cosa serve il Business Plan

Il business plan è un documento fondamentale per un’impresa, soprattutto in fase di avvio. Non è altro che un buon riassunto dell’idea di business, con la descrizione degli obiettivi, delle previsioni relative ai risultati e delle strategie da usare per il raggiungimento del profitto.
A cosa serve? Non bisogna sottovalutarlo perché da esso dipende spesso l’acquisizione di investitori o di potenziali clienti.

Affinché sia utile è necessario che il business plan, oltre a contenere in modo chiaro e appetibile tutte le informazioni sull’idea di business, deve anche trasmettere il giusto valore dell’idea di business in termini di creatività, innovazione e stima di successo.

Non dimentichiamoci che il business plan va presentato e per questo bisogna allenarsi adeguatamente perché non è facile trasmettere a parole, gesti ed espressioni il giusto valore della propria attività.
Il rischio è quello di non conferire la giusta importanza al proprio business e alle proprie idee.

È per questo motivo che i neoimprenditori dovrebbero dedicare ampio spazio a una formazione specifica di questo tipo, soprattutto se mancano di esperienza. Alcuni enti di formazione erogano dei corsi finalizzati al trasferimento di tecniche e metodologie per la redazione di un business plan efficace, accompagnando il tutto con delle indicazioni utili a sviluppare delle tecniche di comunicazione di successo.

A ciò si aaggiunge la necessità di apprendere sul campo le tecniche di promozione del proprio business attraverso la rete, per le quali esistono vari tipi di corsi, che si concentrano su aspetti variegati di settore, destinati ad aziende e professionisti.

Ricordiamo che, se questo è importante per le start up o comunque per attività in sviluppo, non bisogna sottovalutarne la necessità anche per chi vuole potenziare il proprio business e fino a questo momento non ha diretto le giuste energie verso quegli aspetti fondamentali che abbiamo sottolineato.

Esempio Business Plan

La Formazione Aziendale: aggiornamento e innovazione

Quando si parla di formazione si fa spesso l’errore di riferirsi esclusivamente ai privati, senza considerare l’importanza che i percorsi di aggiornamento e specializzazione possano assumere anche a livello aziendale, per il potenziamento delle competenze di chi contribuisce al successo aziendale ma ha bisogno di costante aggiornamento.

Ci sono degli enti che, oltre a fornire consulenza aziendale di vario genere, si occupano anche di formazione per aziende e professionisti, con percorsi di vario genere in base alle esigenze delle aziende e dei settori di riferimento. Spesso i corsi vengono tenuti direttamente a domicilio e in azienda.

Parlare di formazione per Manager e Aziende significa citare anche l’Asfor – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale, ente di settore che, per alcuni settori, rilascia dei “bollini” di qualità.
Pensare alla formazione aziendale significa anche fare una distinzione tra formazione a pagamento e finanziata. Per consulenza sulla formazione aziendale finanziata citiamo ETAss, specializzato nella gestione dei finanziamenti per le aziende.
È chiaro che la maggior parte dei percorsi formativi sia però a pagamento, anche se le fasce di prezzo variano da settore a settore. I corsi aziendali possono essere di vario genere e per ogni settore.

Recentemente una delle tendenze più importanti è l’importanza attribuita agli aspetti “digitali” del brand e delle aziende, quindi alla gestione del sito e al miglioramento delle proprie capacità di sfruttamento di internet come strumento di promozione, anche attraverso i social network o il posizionamento sui motori di ricerca.
Ma le proposte sono moltissime e, accanto a questo, un’altra branca di corsi aziendali in sviluppo è quella relativa al coaching, al team building aziendale, alla gestione dei conflitti.

Accanto alla tecnica e alla competenza di settore è importante infatti avere delle capacità che riguardino il lavoro di squadra, la motivazione e l’autocontrollo.