Polemiche e proteste dei candidati al recente concorso per avvocati che si è tenuto presso l’Hotel Ergife di Roma. Il risultato? Le prove d’esame sono state sospese.
Le proteste riguardavano il fatto che alcuni concorsisti sono riusciti a portare codici commentati (vietati) con tanto di timbro dell’avvocatura, altri partecipanti si sono lamentati perché non hanno ricevuto le buste prima della dettatura delle tracce.
Ecco una testimonianza di quanto accaduto in sede di concorso: «Il culmine è stato quando si è scoperto che alcuni candidati, tra cui la figlia di un avvocato dello Stato, il giorno prima erano riusciti a far entrare un codice ‘commentato’. La contestazione è diventata non più arginabile, il presidente non riusciva più a parlare perché costantemente sovrastato dalle proteste e dai candidati che intonavano l’inno di Mameli. È arrivata la polizia che ha iniziato a spingere e strattonare alcuni dei concorsisti, con maniere anche brusche, tanto che viene preso in mezzo pure un disabile. Intorno alle 15.45 hanno finalmente deciso di annullare la prova nonostante il presidente avesse dettato una traccia che nessuno era riuscito neppure a sentire»
Le tracce, come sempre, erano tre:
a) la redazione di un parere motivato (codice civile)
b) la redazione di un parere motivato (codice penale)
c) la redazione di un atto giudiziario
Peccato che il concorso non abbia avuto nessun inizio. Si attende il parere del Presidente del Consiglio Mario Monti, considerato che si tratta del primo episodio tangibile della ribellione dei giovani italiani alla manipolazione dei concorsi pubblici.
