Come sta la formazione aziendale con la crisi. Indagine Expo Training

Secondo l’Indagine Expo Training la formazione aziendale in Italia non gode di ottima salute e la crisi non ha fatto altro che accentuare questa tendenza, diminuendo la propensione all’investimento da parte soprattutto delle piccole e medie imprese.

Nel 2011, per esempio, solo il 10 % delle piccole e medie aziende ha dichiarato di aver fatto formazione professionale, mentre la percentuale per quanto riguarda le imprese più grandi è stata del 15% per il 2011, percentuale che scende fino al 5% se si parla di investimenti per gli anni successivi.

Questi sono solo alcuni dei dati della ricerca di Expo Training, Fiera della Formazione Professionale che si è tenuta a Milano il 25 e il 26 ottobre 2012.

L’indagine è stata realizzata da UnionFormazione (associazione nazionale degli enti di formazione) nei primi mesi del 2011 usando un campione di 2000 aziende italiane, per un totale di circa un milione di lavoratori.

Gli investimenti in formazione aumentano proporzionalmente alla grandezza dell’azienda, per esempio il 35% delle aziende che occupa da 500 a mille dipendenti ha puntato al training e quelle sopra i 1000 dipendenti sono state il 50%.

Uno dei problemi principali a quanto pare sono i finanziamenti, dai quali dipendono quasi totalmente le aziende fino a 100 addetti (per il 95 %). Per le aziende tra 100 e 300 dipendenti la quota è del 15% e del 25% delle aziende fra i 300 e i 500 addetti.

L’eccezione è costituita dalla grande impresa con il 32% (500-1000 dipendenti) e il 50% (gruppi oltre mille addetti) che destinano risorse proprie alle attività di formazione.

Per quanto riguarda la tipologia di corsi preferiti dalle aziende, si privilegiano quelli che puntano alle competenze di base e non a quelle strategiche per il business o manageriali. I corsi riguardano soprattutto l’inglese, l’informatica e la sicurezza sul lavoro, nettamente meno il marketing, la comunicazione, il management, le vendite o l’innovazione di prodotto o dei processi.

Creare impresa: a cosa serve il Business Plan

Il business plan è un documento fondamentale per un’impresa, soprattutto in fase di avvio. Non è altro che un buon riassunto dell’idea di business, con la descrizione degli obiettivi, delle previsioni relative ai risultati e delle strategie da usare per il raggiungimento del profitto.
A cosa serve? Non bisogna sottovalutarlo perché da esso dipende spesso l’acquisizione di investitori o di potenziali clienti.

Affinché sia utile è necessario che il business plan, oltre a contenere in modo chiaro e appetibile tutte le informazioni sull’idea di business, deve anche trasmettere il giusto valore dell’idea di business in termini di creatività, innovazione e stima di successo.

Non dimentichiamoci che il business plan va presentato e per questo bisogna allenarsi adeguatamente perché non è facile trasmettere a parole, gesti ed espressioni il giusto valore della propria attività.
Il rischio è quello di non conferire la giusta importanza al proprio business e alle proprie idee.

È per questo motivo che i neoimprenditori dovrebbero dedicare ampio spazio a una formazione specifica di questo tipo, soprattutto se mancano di esperienza. Alcuni enti di formazione erogano dei corsi finalizzati al trasferimento di tecniche e metodologie per la redazione di un business plan efficace, accompagnando il tutto con delle indicazioni utili a sviluppare delle tecniche di comunicazione di successo.

A ciò si aaggiunge la necessità di apprendere sul campo le tecniche di promozione del proprio business attraverso la rete, per le quali esistono vari tipi di corsi, che si concentrano su aspetti variegati di settore, destinati ad aziende e professionisti.

Ricordiamo che, se questo è importante per le start up o comunque per attività in sviluppo, non bisogna sottovalutarne la necessità anche per chi vuole potenziare il proprio business e fino a questo momento non ha diretto le giuste energie verso quegli aspetti fondamentali che abbiamo sottolineato.

Esempio Business Plan

La Formazione Aziendale: aggiornamento e innovazione

Quando si parla di formazione si fa spesso l’errore di riferirsi esclusivamente ai privati, senza considerare l’importanza che i percorsi di aggiornamento e specializzazione possano assumere anche a livello aziendale, per il potenziamento delle competenze di chi contribuisce al successo aziendale ma ha bisogno di costante aggiornamento.

Ci sono degli enti che, oltre a fornire consulenza aziendale di vario genere, si occupano anche di formazione per aziende e professionisti, con percorsi di vario genere in base alle esigenze delle aziende e dei settori di riferimento. Spesso i corsi vengono tenuti direttamente a domicilio e in azienda.

Parlare di formazione per Manager e Aziende significa citare anche l’Asfor – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale, ente di settore che, per alcuni settori, rilascia dei “bollini” di qualità.
Pensare alla formazione aziendale significa anche fare una distinzione tra formazione a pagamento e finanziata. Per consulenza sulla formazione aziendale finanziata citiamo ETAss, specializzato nella gestione dei finanziamenti per le aziende.
È chiaro che la maggior parte dei percorsi formativi sia però a pagamento, anche se le fasce di prezzo variano da settore a settore. I corsi aziendali possono essere di vario genere e per ogni settore.

Recentemente una delle tendenze più importanti è l’importanza attribuita agli aspetti “digitali” del brand e delle aziende, quindi alla gestione del sito e al miglioramento delle proprie capacità di sfruttamento di internet come strumento di promozione, anche attraverso i social network o il posizionamento sui motori di ricerca.
Ma le proposte sono moltissime e, accanto a questo, un’altra branca di corsi aziendali in sviluppo è quella relativa al coaching, al team building aziendale, alla gestione dei conflitti.

Accanto alla tecnica e alla competenza di settore è importante infatti avere delle capacità che riguardino il lavoro di squadra, la motivazione e l’autocontrollo.